È considerato uno dei padri dell’informatica. Decriptò Enigma, la macchina utilizzata dai nazisti per comunicare i codici segreti, permettendo agli Alleati di vincere la Seconda Guerra Mondiale. Ecco una storia ancora poco conosciuta ma che ha determinato una svolta epocale

Quanti oggetti utilizziamo ogni giorno senza conoscere nulla sulle loro origini?

Oggi vi vogliamo parlare di una storia strettamente legata al manufatto che, forse più di ogni altro, rappresenta il secolo in cui viviamo: il computer.

Ne siamo certi: molti di voi, appassionati di informatica e tecnologia, avranno sicuramente sentito già parlare di Alan Touring, il matematico inglese padre dell’informatica che, grazie ai suoi studi algoritmici tradotti poi nella Macchina di Touring, permise a Max Newmann la realizzazione di Colossus, il primo computer elettronico programmabile della storia.

Se invece non avete mai sentito nominare questo personaggio straordinario, se magari vi siete persi il recente film a lui dedicato (The Imitation Game) oppure se lo conoscere e siete curiosi di scoprire qualche curiosità in più, allora continuate a leggere questa storia.

Come abbiamo accennato, Alan Touring fu un matematico inglese nato a Paddington (Londra) nel 1912.

Sin da piccolo dimostrò di possedere un’intelligenza fuori dal comune, una genialità che si accompagnava, spesso scontrandosi, con la sua personalità eccentrica e irriverente. Una sorta di Sheldon Cooper del Novecento.

Il suo più grosso contributo in ambito matematico fu il sistema di calcolo algoritmico presentato in On Computable Numbers, with an application to the Entscheidungsproblem, noto poi come Universal Turing Machine o Macchina di Touring.
Un sistema, in sintesi, capace di calcolare tutto il calcolabile: il sistema alla base del computer moderno.

Possiamo quindi considerare Touring come uno dei padri dell’informatica. Ma il suo ruolo nella storia mondiale fu ancora più importante.

Perché gli dobbiamo così tanto? Esperto di logica e crittografia, Touring decifrò i codici utilizzati dai tedeschi per le comunicazioni belliche, anticipando di molti anni la fine della Seconda Guerra Mondiale. Vi pare poco?

Durante la guerra fu chiamato dai servizi di spionaggio inglesi e prese parte a un team di critto-analisti nella cosiddetta Stazione X di Bletchley Park, il centro inglese di crittoanalisi. Obiettivo del team: decifrare i codici di Enigma, la macchina che i tedeschi utilizzavano per criptare i codici.

Come funzionava Enigma

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Enigma fu brevettata da Arthur Scherbius. Si trattava di una sorta di macchina da scrivere a due tastiere, con tre dischi cablati (rotori) collegati tra loro. Ogni lato del disco disponeva delle 26 lettere dell’alfabeto tedesco.

Mano a mano che si digitavano le lettere sulla prima tastiera, ciascuna di esse veniva trasferita da un disco all’altro secondo un determinato meccanismo e trasformata in un’altra lettera. La nuova lettera veniva illuminata nella seconda tastiera e si generava così il messaggio crittografato.

La sequenza di lettere generate veniva quindi trasmessa via radio e, una volta ricevuto il messaggio, questo veniva digitato nuovamente sulla tastiera. Un disco “riflettore” rispediva così l’informazione ai rotori che, con lo stesso meccanismo, restituivano le lettere originali illuminandole nella seconda tastiera.

Enigma poteva anche essere impostata per scambiare alcune lettere a piacere, così da renderne ancora più complicata la cifratura.

Nel corso degli anni Trenta i servizi segreti polacchi avevano decifrato molti codici tedeschi grazie alla macchina chiamata Bomba.

Nel 1938, però, i nazisti modificarono le regole di codificazione di Enigma.

Ciò che rendeva la decifrazione della nuova Enigma particolarmente difficile era il fatto che quotidianamente, alla mezzanotte, questa veniva completamente resettata. I tedeschi avevano costruito una macchina con 5 rotatori, dei quali ne venivano utilizzati 3 diversi ogni giorno.

Alle unità che disponevano di Enigma era stato consegnato un calendario di cifratura che permetteva loro di riprogrammare quotidianamente il dispositivo in modo da leggere la nuova codifica.

Tale sistema moltiplicava così a dismisura il numero di combinazioni possibili.

Il successo di Touring e la fine della Guerra

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Per decifrare i codici il gruppo di Touring utilizzò proprio Colossus. Avete presente quelle immagini vintage che ritraggono computer enormi tanto quanto l’intera stanza che li contiene? Colossus era più o meno così. Con prestazioni pari a un piccolo processore anni Novanta.

Gli oltre 4000 messaggi decriptati permisero di sventare attacchi, anticipare le mosse del nemico, svelare segreti di Stato… insomma, vincere la Guerra.

Perché la storia di Alan Touring è ancora poco conosciuta?

Il gruppo di Touring operò in completa segretezza e, anche al termine della guerra, il loro lavoro fu lasciato nell’ombra.

Colossus fu distrutta e tutti i progetti bruciati (nel 2007 ne fu realizzata una replica, che oggi si può ammirare proprio a Bletchley Park, al National Museum of Computing).

Questo impedì al team di ricevere i dovuti riconoscimenti, almeno fino al 1974, quando i servizi segreti inglesi iniziarono a rendere pubblica la vicenda. In quell’anno, però, molti membri del gruppo, compreso Touring, erano già morti.

La morte e le scuse

alan-touringDopo la guerra Alan Touring continuò a prestare servizio nel dipartimento di matematica e alla Manchester University ma fu perseguitato dal Governo inglese a causa della sua omosessualità, all’epoca considerata illegale in Inghilterra.

Denunciato forse per vendetta e arrestato, fu in seguito costretto a sottoporsi a una terapia per la castrazione chimica (l’alternativa era la detenzione in carcere), che gli provocò moltissimi problemi fisici e una profonda depressione.

Morì suicida nel 1954 (anche se nella versione ufficiale vi sono molte incongruenze) mangiando una mela avvelenata.

Una prima presa di coscienza da parte delle autorità arrivò solamente nel 2013, quando la Regina Elisabetta II concesse a Touring il perdono regale.

Con la Legge Touring del 2016 arrivarono anche le scuse ufficiali alla comunità omossessuale e fu concesso il perdono a tutte quelle persone che subirono condanne durante gli anni in cui l’omosessualità era considerata un crimine.

Molti sostengono che l’operato di Alan Touring non fu così determinante nel far finire la Seconda Guerra Mondiale. Non siamo storici ma questa affermazione non ci piace molto.

Chiunque ami l’informatica si renderà infatti conto di quanto questo personaggio abbia contribuito a cambiare per sempre le nostre vite, perciò, a dispetto di quanto pensano gli altri, noi vogliamo rendergli omaggio.

Alan Touring, grazie alle sue ricerche, fu artefice di un cambiamento non solo culturale, regalando al mondo un oggetto straordinario, bensì storico vero e proprio, segnando per sempre le sorti dell’Europa.

Se volete approfondire la storia di Alan Touring e di come decriptò Enigma consigliamo di leggere Alan Touring. Storia di un Enigma, di Jim Ottaviani, da cui è stata tratta la pellicola Morten Tyldum.

Alcune curiosità su Alan Touring che vi stupiranno

  • Era un corridore a livello olimpico. Siamo abituati a considerare intelligenza e prestanza fisica come due aspetti inconciliabili. Alan Touring, invece, teneva moltissimo alla forma, faceva lunghe camminate e era corridore di altissimo livello.
  • A scuola prendeva brutti voti, nonostante dimostrasse continuamente la sua genialità. E la cosa frustrava tantissimo suoi insegnanti.
  • Appoggiava alcuni aspetti del movimento Hippie.
  • Fu un genio anche nello studio della fisica, della biologia, della chimica e della neurologia. Fu inoltre il primo ad affrontare il tema dell’Intelligenza Artificiale, divenendone il precursore.
  • Scrisse un trattato di morfogenesi, un campo completamente nuovo della biologia matematica, analizzando la crescita delle margherite.
  • Non ha mai nascosto il suo orientamento sessuale ai suoi amici.
  • Continuò a lavorare fino alla fine malgrado gli evidenti traumi causati dal trattamento ormonale.
  • La mela morsicata simbolo della Apple si ispira proprio ad Alan Touring, di cui Steve Jobs era un grande fan.
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Chi era Alan Touring, il padre dei computer che decifrò Enigma
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