Il CIO deve collaborare strettamente con il CEO per continuare a crescere. I CEO che non investono nell’infrastruttura IT rischiano di avere aziende inefficienti ma anche quelli che investono nella tecnologia sbagliata hanno lo stesso problema. Ecco perché esiste questa figura professionale sempre in evoluzione.

 

La quarta rivoluzione industriale porta con sé nuove figure capaci di affrontare sempre nuove sfide.  Una di queste è il Chief Information Officer (CIO), il direttore informatico che ha funzione di controllo e decisionale nelle strategie di automazione e nell’uso strumenti tech connessi e intelligenti.

Vi presentiamo questa figura professionale in continua evoluzione. La trasformazione digitale sta cambiando ogni aspetto del business, dal modo in cui le aziende forniscono servizi e prodotti al modo in cui trattano i clienti. Ogni cambiamento, sia grande che piccolo, genera una richiesta sempre più accurata di competenze tecnologiche e di leadership.

 

Il CIO oggi

 

Per scoprire come sta cambiando questa figura e cosa significa oggi per le aziende, Forbes Insights ha intervistato più di 400 CIO di tutto il mondo (49% Europa, Nord America 29%, Asia 22%). Questa ricerca, condotta in collaborazione con Intel e VMware, ha realizzato due report: “The Ascent of the CIO” e “The Challenges for Tomorrow’s CIO”. Trattasi di due ricerche che spiegano come navigare in questa nuova epoca e come avere la meglio nella trasformazione digitale.

Secondo il report “The Ascent of the CIO”, l’84% dei CIO intervistati sente che il proprio ruolo è aumentato di importanza negli ultimi cinque anni. Le skills che sembrano aver richiesto maggior sviluppo sono: leadership, comunicazione e influenza sul gruppo.  La maggioranza dei Chief Information Officer ritiene che le abilità più importanti negli ultimi cinque anni siano state il know-how tecnologico, l’implementazione della tecnologia e il contribuire alla strategia aziendale.

 

L’evoluzione del CIO

 

Ad oggi è emerso che le skills più utili per i futuri cinque anni debbano presentare in prima posizione il contribuire alla strategia aziendale. Al secondo posto c’è l’implementazione della tecnologia e al terzo posto l’obiettivo di sviluppare il pieno potenziale dei processi aziendali.

Questo cambiamento è dovuto al fatto che i CIO non sono più solo a capo di un service desk. Oggi ci si aspetta che definiscano la strategia aziendale, implementino la tecnologia e guidino il proprio team nei momenti di cambiamento. Devono impostare una vision e una mission e condurvi molte parti del business.

Dal report “The Challenges for Tomorrow’s CIO” i Chief Information Officer coinvolti ritengono che la partnership con gli stakeholder (74%), la definizione di una visione comune (70%) e la comunicazione (65%) siano ormai essenziali per il loro lavoro. Un’assunzione di maggiori oneri, vista sia come vantaggio sia come rischio. Tuttavia, il 74% dei CIO afferma che la collaborazione con le varie aree aziendali sta rendendo il lavoro più intenso ma anche più stimolante perché non più limitati alla sola IT road map.

 

 

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Collaborazione con il CEO

 

Troppo spesso ci sono ampie lacune nella comunicazione tra l’amministratore delegato, ovvero il CEO, e il CIO. È importante, tuttavia, che CEO e CIO sviluppino uno stretto rapporto di lavoro, che i ruoli siano complementari e non separati.

L’amministratore delegato ha l’importante ruolo di gestione, responsabilità delle finanze nonché di immagine dell’azienda ma è il CIO ad avere il maggior accesso a tutte le informazioni di cui lui ha bisogno. Il Chief Information Officer deve fornire accesso diretto e puntuale a tali dati e il CEO può così avvalersi di una panoramica completa di tutte le questioni aziendali.

In realtà capita che i CEO abbiano alcune difficoltà a capire la direzione e le priorità del reparto IT mentre i CIO spesso credono che l’amministratore delegato stia ricevendo consigli esterni e si sentono minacciati da eventuali intrusioni.

Come riportato sul report “The Ascent of the CIO”, oggi le responsabilità del CEO e del CIO si sovrappongono e convergono. Le proiezioni indicano che entro cinque o dieci anni le operazioni commerciali e le operazioni tecniche saranno completamente convergenti. Il CIO sarà il CEO di domani?

Il 70% dei CIO intervistati ritiene che le prossime tendenze tecnologiche aumentino le possibilità di ottenere questo ruolo in futuro. Queste però sono prospettive ancora molto lontane. I Chief Information Officer stanno diventando imprenditori e le aziende stanno diventando digitali in modo ancora graduale. Inoltre, può essere che lo stesso ruolo del CEO evolva sorprendentemente.

 

La giusta strategia

 

Ad oggi, la strategia migliore è quella dove l’amministratore delegato ha il compito di sostenere e incoraggiare una cultura di cooperazione e inclusione con il dipartimento informatico. Allo stesso tempo, il Chief Information Officer si assume la responsabilità di portare nuove idee al CEO tenendo conto delle esigenze dell’intera azienda.

Ad esempio, il CIO potrebbe avere idee innovative per l’aggiornamento delle capacità di tracciamento dei dati dell’azienda o sulla scelta di partner tecnologici affidabili. Tuttavia, senza alcuna informazione sulla capacità finanziaria dell’azienda, le idee potrebbero risultare non realizzabili.

Pat Gelsinger, CEO di VMware, invita i CIO e le aziende al “carpe diem”, a collaborare per “cogliere l’attimo”. Perché? Ogni processo sta diventando digitale, i concorrenti sono o sconosciuti o impreparati, ci sono opportunità stimolanti e partner tecnologici alle porte. Tutte possibilità che, se lasciate, son perse.

 

 

 

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