È l’evoluzione del Cloud e per molti ne decreterà la fine. In realtà non è proprio così: scopriamo cos’è l’Edge Computing e quali vantaggi può portare alle imprese.

 

È uno dei trend tecnologici del 2019 secondo Gartner, che lo mette al quinto posto della sua classifica. Ma cosa significa edge computing? Qual è la sua relazione con il Cloud e con l’Intelligenza Artificiale? 

 

Cos’è l’Edge Computing?

Quello dell’edge computing non è un concetto recente. Eppure è con l’avvento del Cloud e dell’IoT che l’attenzione verso questa forma di tecnologia si è fatta sempre più alta. Ma cos’è l’edge computing?

L’edge computing è un modello di infrastruttura informatica che decentralizza una parte di architettura dedita all’elaborazione dei dati.

In pratica un’infrastruttura basata sull’edge computing è composta da un centro nevralgico per la conservazione e l’elaborazione dei dati, al quale viene associato un certo numero di nodi periferici che elaborano le informazioni a livello locale.

Le dimensioni dei nodi possono variare e nulla toglie che i dati raccolti possano essere comunque trasferiti al core.

Perché? Quali sono i vantaggi?

Gli addetti all’IT conoscono bene la differenza tra il core centrale dell’infrastruttura e la parte periferica.

Agli albori dell’edge computing, però, queste architetture risultavano dispendiose e poco pratiche.

Col passare degli anni, però, la tecnologia è riuscita ad arginare questo problemi.

Anzi, col tempo ci si è resi conto che la latenza derivata dal traffico di rete impediva una corretta e veloce elaborazione dei dati raccolti e inviati alla sede centralizzata.

 

I vantaggi dell’Edge Computing

La necessità di delocalizzare nasce quindi dall’esigenza di ridurre l’enorme quantità di dati che confluiscono al Data Center e alleggerire il traffico di rete.

Spesso, infatti, raccogliere dati in locale, trasferirli al Data Center e aspettare che questo li elabori e dia una risposta può risultare dispendioso in termini di tempo.

Ciò è dovuto principalmente alla connettività, che spesso è poco performante, sia in termini di banda sia di latenza.

Inoltre, fattore non di poco conto, subentra nell’ecosistema dell’elaborazione dei dati anche il fattore privacy, la cui legislazione si fa sempre più rigida. I dati, in sostanza, vanno tutelati e, se pur non risolva il problema dei cyberattacchi, localizzarli aiuta a renderli più protetti.

Per questo le architetture di edge computing risultano l’ideale per l’IoT, ma anche per gli ambiti del retail, dello streaming, delle transazioni finanziarie e molto altro.

 

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È chiaro che l’edge computing costituisca un modello, e che ogni impresa deve trovare il suo spazio di applicazione, se questo risulta compatibile con i suoi processi di business.

Un’architettura basata sul modello edge computing può quindi essere molto diversa a seconda dell’azienda.

Un’infrastruttura di edge computing può essere formata da un gran numero di dispositivi più o meno complessi, oppure, al contrario, solamente da un piccolo gateway sino a strutture iperconvergenti.

In ogni caso, i principali benefici dell’edge computing sono da un lato quello di permettere agli utenti di accedere alle informazioni di cui si necessita con maggiore rapidità. Dall’altro di garantire più protezione ai dati stessi.

 

Edge Computing, Edge Cloud e Intelligenza Artificiale

L’edge computing si adatta molto a quelle aziende spaventate dalla centralizzazione delle informazioni che caratterizza il Cloud, in quanto permette un maggiore controllo dei dati localizzati.

Ma anche le grandi aziende stanno guardando all’edge computing con interesse.

Molti sostengono che l’edge computing andrà a sostituire al Cloud (Cloud to Edge), o che comunque i due modelli costituiscano ognuno l’alternativa all’altro.

Lo scenario più probabile, invece, è che le due architetture non solo convivranno ma diventeranno complementari, e le organizzazioni più all’avanguardia coglieranno al meglio questa sinergia.

È chiaro che in questo contesto sarà necessario sviluppare software molto più sofisticati, in grado di gestire nodi centrali e nodi periferici.

È qui che l’AI, secondo gli esperti, giocherà un ruolo fondamentale: grazie all’autoapprendimento, i dati verranno analizzati e trasformati in informazioni utili a supporto della strategia di business (data driven).

Quale sarà quindi il futuro dell’edge computing?

Nel 2017 il mercato dell’edge computing ammontava a 1,47 miliardi di dollari e da qui al 2022 si stima una crescita del 35% (Grand View Research, 2018).

 

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