Il mining è un sistema che elabora bitcoin e criptovalute. Ora i cybercriminali sfruttano le app per nascondervi all’interno malware e tool finalizzati a minare illegittimamente il denaro virtuale. Ecco come proteggersi

Avete mai sentito parlare di mining? Se è la prima volta che sentite questo termine fermatevi un attimo e leggete questo articolo.

Chiunque di voi utilizzi app legate al mondo del calcio o alla navigazione VPN deve iniziare a fare molta attenzione: ecco la nuova frontiera del cybercrimine, che mette a rischio le criptovalute.

Iniziamo a spiegare cos’è il mining delle criptovalute.
Il mining è un sistema in grado, tramite la risoluzione di particolari algoritmi, di emettere e far circolare denaro virtuale.

Partiamo infatti dal presupposto che, a differenza del denaro cartaceo che viene emesso da uno Stato ufficiale, per le cryptovalute non esiste nessuna organizzazione centralizzata.

Esiste invece un enorme database pubblico che raccoglie tutte le transazioni e che viene protetto da un particolare elaboratore che predispone i blocchi, chiamato appunto blockchain.
Ogni transazione, infatti, viene memorizzata in blocchi di dati, a ognuno dei quali corrisponde un codice. Il volontario che si “offre” di elaborare questo codice nella CPU del proprio computer viene chiamato, nel gergo, “minatore”, al quale, come ricompensa, viene riconosciuta una quantità di cryptovalute.

 

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Come fanno i cybercriminali a minare criptovalute?

 

I criminali della rete sfruttano i sistemi di mining per estrarre cryptovalute attraverso le app ufficiali.

Secondo una recente ricerca di Kaspersky Lab, il fenomeno sta prendendo piede soprattutto in Brasile e Ucraina, sfruttando app legate al mondo del calcio e del broadcasting delle partite.
In pratica le cryptovalute vengono minate durante l’utilizzo di queste app, nelle quali sono stati installati sistemi di mining: quando l’utente guarda la partita, il software sfrutta la potenza della CPU del dispositivo per convertirla in cryptodenaro.

La pericolosità del fenomeno sta nel fatto che il mining avviene attraverso applicazioni ufficiali, distribuite anche nel Google Play Store.

Anche le connessioni VPN sono prese di mira da questi attacchi. Ad esempio molte app, una volta installate, scaricano un file eseguibile che viene avviato in background. In questo modo i minatori sono in grado di monitorare la carica della batteria e la temperatura del device ed estrarre così cryptovaluta.

I vostri device diventano quindi, senza che voi lo sappiate, elaboratori di cryptovalute, a vantaggio dei cyberminatori.

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Per salvaguardarsi dai miner dannosi, Kaspersky Lab dà qualche piccolo consiglio:

  • scaricare app solo da store ufficiali
  • aggiornare il proprio sistema operativo
  • scegliere solo app di fornitori ufficiali
  • installare un software di sicurezza adeguato a proteggere da questo tipo di attacco

 

 

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