La fattura elettronica potrebbe presentare dei rischi per la sicurezza. Tutto parte dalla mole di informazioni e i derivanti rischi di usi impropri da parte di terzi e anche dagli hacker. Come un’impresa può agire per rendere sicura la fatturazione elettronica?

 

Pericoli fatturazione elettronica: tutto su questa croce e delizia delle aziende. Croce perché è vissuta da imprese e professionisti italiani come un onere complesso e antipatico. Delizia perché, se ben avviata, la fatturazione elettronica taglia fino all’80% dei vecchi costi, dimezzando tempi e risorse.

Sono due gli ostacoli principali per questa rivoluzione digitale: la mentalità e gli hacker.

 

Fatturazione elettronica e mentalità digitale

Il cambiamento spesso viene accolto come un problema. Figuriamoci nel business, quando non c’è tempo né voglia di avere noie. Nel caso della fatturazione elettronica è soprattutto un cambiamento mentale: si tratta di vera e propria rivoluzione culturale le aziende.

Tutto dipende direttamente dai sistemi informatici, si abbandona l’uso dei documenti cartacei, l’archiviazione è “ottica documentale”.

Ogni fattura viene prodotta, trasmessa e archiviata con formato digitale XML (eXtensible Markup Language), un linguaggio informatico di certo non comprensibile ai più. Tuttavia i processi gestionali hanno coinvolto le singole persone, reparti e procedure interne.

Per le aziende il vero trauma è abbandonare le abitudini radicate negli anni, imparare di nuovo come gestire tutti i documenti, le attività e coordinare tutti i processi che ne conseguono.

 

Vulnerabilità della fatturazione elettronica

Il grande cambiamento della fatturazione elettronica sta nella gestione del dato. Chi ora va ad utilizzare la fatturazione elettronica deve gestire nuovi punti di accesso: proprio qui nascono i rischi per la Sicurezza

Il primo punto di vulnerabilità è il software di gestione della fattura elettronica. L’utente non sa che tipo di software sia, quanto sia patchato e il suo livello di sicurezza.

L’ente preposto è il secondo punto vulnerabile: la sensibilità del dato che non è più nella sola azienda ma viene inoltrato a un ente che potrebbe essere violato.

Si aggiunge un terzo punto di accesso vulnerabile: le terze parti. Non a caso il Garante della Privacy, considerando i dati personali a rischio elevato, ha invitato l’Agenzia delle Entrate e i vari intermediari di adottare alcuni accorgimenti per rendere il sistema pienamente conforme alle previsioni del Regolamento (UE) n. 679/2016 (GDPR).

Inoltre, le aziende trasmettono i dati mediante FTP, un protocollo di trasmissione conosciuto per non essere estremamente sicuro. Un altro strumento utilizzato è la PEC, la posta elettronica certificata, che a sua volta si è rivelato vulnerabile.

 

Come sviluppare una politica di sicurezza aziendale

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Fatturazione elettronica e cybercrimine

Tutti questi punti di vulnerabilità espongono le aziende a due tipi di attacchi informatici: spionaggio e sabotaggio.

Un cyber criminale potrebbe spiare per sfruttare elenchi di clienti e fornitori, attività ricevute e commissionate, valori economici legati alle fatture storicizzate. In questo modo un’azienda può perdere di competitività sul mercato perché un competitor potrebbe venire a conoscenza di dove sta focalizzando il suo management o dove sono diretti gli investimenti.

Il sabotaggio è più raffinato: si può impedire l’operatività quotidiana di un’azienda per motivi tattici di mercato. Come? L’utente deve gestire il database e mantenerlo nel tempo: se viene bloccato il database non si può più accedere al sistema di fatturazione, così arrestando l’intera produzione.

 

Come rendere sicura la fatturazione elettronica

Come proteggersi da questi pericoli? Un’azienda può rendere sicuro il processo di fatturazione elettronica ? Bastano pochi passi ma fondamentali:

  • attivare un processo di security awareness
  • pianificare dei penetration test

I dipendenti spesso si rivelano il punto più debole dell’intero processo a causa della scarsa formazione ricevuta in materia di sicurezza. Istruire i propri dipendenti nel difendersi da phishing e da altre minacce di ingegneria sociale è l’ideale per proteggere informazioni sensibili.

Oltre ad attivare corsi specifici sulla cybersecurity e sull’awareness in ambito sicurezza, l’azienda dovrebbe procedere con l’analisi del rischio tecnologico.

Quando l’azienda attiva PEC, FTP o uno dei vari web server, andrebbe compiuto un penetration test. Questo serve per verificare che non vi siano vulnerabilità sul linguaggio con cui è stato scritto il software di archiviazione delle fatture. Il pen test esamina anche la metodologia di inoltro delle fatture in cloud o nel server centrale della Pubblica Amministrazione in caso di smistamento.

Ecco che tutto l’arsenale di vulnerability assessment, penetration test e code review diventa come sempre forte alleato delle aziende anche per rendere sicura la fatturazione elettronica.

 

Con la fatturazione elettronica le aziende si ritrovano a capire se hanno le competenze interne per affrontare la digitalizzazione tutto il ciclo e la conservazione digitale del dato. Un oceano di informazioni e pericoli che diventa sicuro e navigabile solo con partner tecnologici affidabili e una strategia di sicurezza preventiva e proattiva.

 

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