Ecco la storia di come la rete ci ha connessi. Ed ecco come l’Italia ha contribuito allo sviluppo di Internet e del web.

Era il 30 aprile 1986 quando anche in Italia avvenne la prima connessione internet. Fu l’avvio della lenta ma inarrestabile digitalizzazione del nostro paese.
Pioniera dell’evento fu l’Università di Pisa, dalla quale partì la prima richiesta di collegamento verso ArpaNet, la rete USA precorritrice dell’odierna Internet.

Molti di noi con il web ci sono cresciuti, tanti altri invece hanno vissuto il passaggio dall’analogico al digitale non senza timori iniziali. Quel che è certo è che oggi la rete fa parte della nostra quotidianità ed è divenuta un elemento della nostra vita oramai indispensabile. D’altronde, quanti di voi sarebbero in grado di vivere senza internet?

All’epoca dei fatti la connessione digitale non era una novità assoluta, non solo negli Stati Uniti. Nel Vecchio come nel Nuovo Continente università e organizzazioni si contendevano il primato per affermare i propri protocolli di comunicazione.

 

Quand’è nato internet?

Non è difficile immaginare che i precursori del World Wide Web furono gli Stati Uniti. Nel 1969, infatti, l’agenzia di ricerca ARPA (Advenced Research Project Agency) progetta ArpaNet, la rete che in seguito si darebbe evoluta nell’odierna Internet.

Oggi Internet è divenuta una risorsa indispensabile per collegare le persone e svolgere anche le più semplici attività. Inizialmente, però, questa nacque per mettere in contatto tra loro i calcolatori dei centri di ricerca, delle università, delle organizzazioni. L’idea partì dalla mente del generale Dwight David Eisenhower, lo stesso che aveva guidato le truppe statunitense nello Sbarco in Normandia.

Ecco quindi riassunta in alcune tappe essenziali la storia delle origini della rete Internet.

  • 1957 – Su richiesta di Eisenhower, l’ARPA iniziò a sviluppare un progetto finalizzato a mettere in contatto tra loro i supercalcolatori dei centri di ricerca. L’agenzia nacque, più specificatamente, per portare avanti le ricerche scientifiche finalizzate a competere e superare l’Unione Sovietica nella lotta alla conquista dello spazio.
    Determinanti furono gli studi degli psicologi Robert Licklider e Larry Roberts, autori, rispettivamente, dell’Initergalactic Computer Network (1962) e di ArpaNet (1967).
  • 1965 – Si iniziò a trasmettere dati su scala globale su ArpaNet. La ricerca che permise questo primo traguardo fu condotta da Leonard Kleinrock, Paul Baran e Donald Davies.
  • 1969 – Si costruirono i primi Imp (Interface Message processor), antesignani degli odierni router, che permisero di far comunicare tra loro computer e reti. Per la prima volta si misero in collegamento i computer di 4 Università.
  • 1973Vinton Cerf e Bob Kahn definiscono le regole del TCP/IP (Transfer Control Protocol/Internet Protocol), lo standard di comunicazione per la trasmissione dei dati sotto forma di pacchetto. Questa tappa segna l’inizio di una prima vera diffusione della rete internet: si erano infatti sviluppate e diffuse nel frattempo altre reti di connessione, oltre ad ArpaNet, e università e organizzazioni avevano già cominciato ad acquistare queste tecnologie. Il TCP/IP, però, permetteva di collegare tra loro tutte queste reti.

 

Il principio del TCP/IP si ispirava letteralmente al concetto di busta proprio della posta tradizionale, con gli indirizzi del mittente e del destinatario scritti sulla busta stessa. Allo stesso modo, Cerf e Kahn concepirono e realizzarono l’idea di trasferire dati digitali sotto forma di pacchetti contrassegnati dagli indirizzi.
ArpaNet iniziò solo nel 1983 a utilizzare i protocolli cosiddetti TCP/IP, che ancora oggi costituisce lo standard di comunicazione per il collegamento tra reti. Quando si affermò il TCP/IP, la nuova tecnologia si iniziò a chiamare ufficialmente Internet, con la i maiuscola, per distinguerla dalle altre reti che venivano indicate con l’iniziale minuscola.

 

E in Italia?

I tecnici del CNUCE (Centro Nazionale del Calcolo Elettronico) colsero la palla al balzo e seguirono l’esempio di Norvegia, Gran Bretagna e Germania, i primi paesi europei a connettersi alla rete.
Gli ingegneri italiani compresero immediatamente le grandi potenzialità del TCP/IP e iniziarono, da un lato, a individuare la giusta configurazione dei gatway che dovevano trasportare i dati. Dall’altro a stabilire l’orbita necessaria al satellite affinché questo potesse attraversare l’oceano nel minor tempo possibile. A capo della ricerca vi erano l’ing. Luciano Lenzini e Stefano Trumpy, direttore del centro.

Da sottolineare il fatto che la politica italiana non fu per niente complice di questo successo. Al contrario cercò di ostacolarlo in tutti i modi, tanto che l’evento passò praticamente inosservato anche agli occhi della stampa nazionale.

L’ambizione, però, vinse su tutto. Nel 1986, più precisamente il 30 aprile, Antonio Blasco Bonito, uno dei tecnici del centro, spinse il pulsante che collegò ufficialmente l’Italia alla rete.

Nel 1991 la rete diventa “popolare”: nasce il web

La nascita del web così come oggi lo utilizziamo proviene dagli studi di un ricercatore del CERN, l’inglese Tim Berners.
Il web, infatti, è l’interfaccia attraverso cui oggi utilizziamo Internet, sulla quale il web viaggia, basata sul concetto di ipertesto e sull’utilizzo di un nuovo linguaggio, l’HTML. Ed è proprio il CERN ad annunciare la nascita del cosiddetto World Wide Web (WWW), il 30 aprile del 1993.

Da qui in avanti la strada fu tutta in salita. Da strumento istituzionale Internet, attraverso il web, divenne in poco tempo appartenente alla massa. Le persone iniziarono a toccare con mano cosa significava essere sempre in contatto con gli altri, avere accesso alle informazioni, affacciarsi al mondo.
Un’evoluzione che corre di pari passo con le esigenze degli utenti, che cercano sempre di più il contatto, la condivisione, lo scambio.
Una cultura che oggi ha trovato la sua voce nei social network.

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