Uso dello smartphone aziendale: molti dipendenti ne usano uno ma ad altrettanti è permesso utilizzare il proprio per lavoro. L’ultima è una scelta rischiosa per la sicurezza ma siamo certi che anche quello fornito dall’azienda sia sicuro?

 

L’uso di dispositivi mobile all’interno delle aziende impegna i responsabili IT a gestire efficacemente la sicurezza in un sistema molto più ampio e diversificato. Le grandi aziende dotano i propri lavoratori di dispositivi aziendali ma nelle piccole medie imprese spesso viene permesso ai dipendenti l’utilizzo dei device personali per svolgere il proprio lavoro.

Questa pratica si chiama Bring your own device (BYOD) è un sistema molto comodo ma può mettere pericolo la sicurezza informatica dell’azienda. I dispositivi BYOD sono i più facili da hackerare in quanto il dipendente gestisce sul proprio smartphone sia dati e account personali sia dati legati al business. Questo questo inevitabilmente permette di incappare in virus o essere veicolo di cyber-spionaggio.

La soluzione sembrerebbe quella di fornire degli smartphone aziendali, eppure anche questi potrebbero rivelarsi facilmente attaccabili. Una ricerca Kaspersky ha rilevato che ogni giorno si sviluppano oltre 200.000 nuovi malware e che il numero di attacchi mirati contro le aziende è in crescita.  Proprio per questo è utile considerare separatamente i computer tradizionali e i dispositivi come smartphone, tablet e ultrabook.

 

Smartphone aziendale: lavoro flessibile e mobile

 

Il lavoro in Italia è sempre più mobile. Lo sa bene coloro che si trovano spesso a operare fuori dall’ufficio, chi deve muovere merci sul territorio, chi è sempre in missione dai clienti, coloro che operano sui social network e gli stacanovisti che, anche nel tempo libero, amano svolgere qualche lavoro d’ufficio. Inoltre, da tempo lavorare da casa o dovunque ci si trovi è permesso anche dalla legge, la 81/2017, che definisce il Lavoro Agile, più conosciuto come Smart Working. Questa modalità lavorativa non prevede precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro e permette il pieno utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività.

Lo Smart Work prevede l’uso dello smartphone aziendale ed è ben radicato in Europa: in Italia è aumentato del 60% nel 2017 e rappresenta l’8% del totale dei lavoratori. Questi in media si dimostrano competenti e attenti nell’utilizzo efficace degli strumenti digitali, poiché abituati a migliorare la produttività aziendale da casa (10%) o dai coworking (7%).

Inoltre queste risorse lavorano in cloud per quasi la totalità del tempo rispetto ai colleghi che trascorrono il tempo in ufficio, che sono circa l’86%. Nonostante la cybersecurity possa essere al centro delle politiche aziendali, spesso ancora scivola l’attenzione per assicurarsi la riservatezza dei dati.

 

L’aiuto del Mobile Device Management (MDM)

 

Con l’uso del software Mobile Device Management i responsabili IT estendono criteri e strategie di sicurezza a tutti i dispositivi, compreso lo smartphone aziendale. Questo si rivela fondamentale per configurazione, aggiornamenti del software, processi di backup, sicurezza delle informazioni aziendali sensibili in caso di furto o perdita del dispositivo. IL MDM è quindi essenziale per le aziende, che in questo modo possono gestire velocemente smartphone e tablet aziendale: tutto wireless e senza interrompere gli utenti.

Una soluzione MDM multipiattaforma si rivela anche economicamente conveniente e molto flessibile: oltre ad essere supportate da ogni modello in commercio, le piattaforme MDM comportano in media una riduzione annua del 30% delle spese relative ai dispositivi mobili.

 

 

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Gli elementi chiave del MDM

 

Come beneficio immediato si notano le avanzate policy di sicurezza ma non sono da meno la distribuzione e gli aggiornamenti del software da remoto, la gestione delle fantomatiche whitelist e blacklist oltre la comoda silent installation. Oltre la totale gestione da remoto, il supporto di help desk e le procedure backup/restore, è ottimale anche la gestione dei settaggi “Over The Air”, dove sarà l’IT manager ad inviare direttamente le impostazioni di configurazione sul dispositivo. Tutto monitorato anche per i dipendenti BYOD e attivabile su diversi Sistemi Operativi: iOS, Windows, Android, BlackBerry.

Le aziende che prevedono l’uso dello smartphone aziendale possono trovare queste soluzione in outsourcing, dove il Security Operation Center (SOC) del partner tecnologico ha il compito di garantire un costante e controllo dell’infrastruttura, con rapido intervento nella diagnostica e nella risoluzione dell’attacco. In questo caso l’azienda si fa carico solo degli oneri relativi ai consumi, marginali se si realizza un’oculata ricerca nel mare magnum di piani e tariffe aziendali.

 

In conclusione, l’uso dello smartphone a lavoro è utilissimo quanto sicuro se in azienda è stata definita una policy aziendale completa ed efficace, se è presente un MDM su misura e, non meno importante, se è possibile contare su dipendenti informati.

Infatti, alle aziende è consigliato di implementare delle sessioni di formazione per aumentare la consapevolezza del personale sui rischi provenienti dall’utilizzo del e sui controlli che dovrebbero essere attuati. A questi importanti punti si aggiunge la necessità di operare in una rete sicura con garantita endpoint security e puntare su device di qualità e dalle alte prestazioni.

Tutto questo perché l’acronimo di BYOD rimanga Bring Your Own Device e non diventi Bring Your Own Disaster!

 

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